Sachem Grande Anima, una storia indiana.

scritto da Fringuello
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Che barba Pietro, un altra storia indiana.
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Testo: Sachem Grande Anima, una storia indiana.
di Fringuello

   

                                          Sachem Grande Anima

 

Lui era il capo della tribù da tanti anni ormai.

Da moltissime lune. Era vecchio ormai ma ancora vigoroso, come un vecchio albero di ciliegio. E sapiente di tutte le cose dell’animo umano e della natura.

Negli ultimi tempi, il suo villaggio era molto turbato. Giovani squaw durante la notte sparivano per non tornare mai più. Senza rumore e senza lasciare tracce.

Grande Lupo, così era il suo nome, questa volta non riusciva a capire.

Come sempre faceva, quando c’erano grandi problemi, egli prese arco, frecce e il suo coltello e si addentrò nella foresta che stava a mezzogiorno del villaggio.

Per riflettere, senza mangiare, senza bere, senza dormire, fino a che non avesse risolto.

Dopo alcuni giorni, ancora senza una risposta, che i grandi alberi stavolta non avevano parlato, né i tassi e gli scoiattoli gli avevano sussurrato alcun indizio, pensò di andare a cercare il suo fratello di sangue, Lupo nero.

Lupo nero era stato una volta il suo cane presso la tribù, ma poi aveva scelto la libertà e come ora lui s’era addentrato nella foresta ,dove aveva trovato una compagna, una grande lupa che era stata scacciata dal branco perché insofferente a tutte le sue regole.

Tante lune poi passarono, ed ora lupo nero era a capo del branco, tante cose si potrebbero dire , ma ci basti sapere che ora fino alle lontane montagne bianche e scendendo fino alla regione dei grandi laghi. Il branco di lupi più potente e temuto era quello di lupo nero.

Lo incontrò all’ombra di una vecchia betulla secolare, su una grossa pietra piatta che era il suo scranno e dalla quale dominava tutto il territorio intorno.

Salute a te Lupo nero, disse il Sachem avvicinandosi. Cosa ti porta mio vecchio padrone? Gli replicò il lupo.- Sai che non mi devi più chiamare così fratello ora sei un grande capo anche tu.- La forza dell’abitudine, nella mente sono ancora il tuo compagno di giochi di quando eri un papoose…- Finiti i convenevoli Grande Anima , questo era il nome che gli aveva dato la sua tribù quando divenne capo, espose i suoi problemi, cioè i tristi fatti che non avevano ancora trovato una soluzione.

Ah, lo so,- lo so, disse ridendo lupo nero, Su quello che succede nella foresta so tutto. Non devi temere per le giovani squaw, sono al sicuro, stanno tutte bene. Solo erano anch’esse come la mia compagna, insofferenti alle regole del gruppo, così alla spicciolata vi hanno mollato e si sono riunite qui presso la tana di orso triste, che le ha accolte volentieri, da troppo tempo era senza compagnia.-

Perché l’hanno fatto?- chiese il gran capo,- alla tribù non abbiamo loro, mai fatto mancare nulla, ne il cibo, ne il riparo, ne la protezione, ne…ci siamo capiti, vero?-

Sono tutte cose importanti disse il vecchio lupo-. Ma torna in pace alla tua tribù, e rassegnati. Esse hanno scelto la libertà, tranquillizza tutti, stanno bene, solo sono libere e selvagge; non ammettono di essere comandate da nessuno, così hanno scelto la Foresta…lontana dalle regole del villaggio.
 E’ vero tanto bene hanno ricevuto dal villaggio, tutte le cose che hai detto, ma accetta l’ultima lezione che la vita ti da.
Tutte le cose che hai detto, non valgono la liberta!-

 

 

                                

Sachem Grande Anima, una storia indiana. testo di Fringuello
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